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«Ciò che veramente conta nel cammino verso la saggezza è un animo curioso, capace di meravigliarsi, aperto, disposto alla conoscenza». Così Dante sprona il suo “allievo” Max, spingendolo a rispondere ai propri dubbi, a ritrovare la misteriosa Alida, una ragazza incontrata “per caso” a Bellisol, che non dovrebbe esistere perché morta il primo giorno di primavera di quarant’anni prima. Queste le premesse di un viaggio che porta il protagonista a vivere una surreale e intensa storia d’amore. Dice Alida: «Si può morire per amore e per amore vivere. E per amore anche rivivere».
La saggezza delle piccole cose è il punto di partenza per una seconda avventura dei personaggi di Timur Lenk, autore pluripremiato per Graffi e graffiti – il romanzo che ha dato vita a Dante, Max e al “paese che non c’è” – cui abbiamo rivolto qualche domanda. Per molti scrittori elaborare una seconda opera sviluppando personaggi e vicende della prima si rivela un’arma a doppio taglio. La sua è stata una scelta coraggiosa? Più che coraggiosa, sentita e dovuta. Sentita, perché una profonda ispirazione ha vinto il mio comprensibile timore; dovuta, perché non avrei mai abbandonato i miei personaggi sentendo che il loro cammino non era compiuto. Con Alida, i personaggi del suo precedente romanzo Graffi e graffiti continuano la loro storia, evolvendosi. Dante si è sposato mentre Max rivive la tragica morte dei suoi genitori. Unico punto di riferimento il “paese che non c’è”… Bellisol, il “paese che non c’è”, è un luogo incantato che nessuno nota, che sfugge a chi non sa aprire il suo cuore alla saggezza, a chi non lo cerca perché non sa cercarlo. È invece un vero punto di riferimento sia per Max, che sente di doverci ritornare, sia per Dante, risposatosi in tarda età perché è un saggio ma non un asceta solitario. Risulta evidente la concezione dell’amore come vittoria sulla morte. È esaltazione di questo sentimento come “medicina dell’anima”? Non c’è medicina che possa sostituire l’amore. Non si muore d’amore, ma del dolore che colpisce chi non può realizzare il proprio sentimento nella sua pienezza. L’amore vince anche la morte, e nel mio romanzo Max e Alida lo dimostrano. Il filo conduttore del libro, come del precedente Graffi e graffiti, è la saggezza delle piccole cose. Ma ora sembrerebbe più che altro punto di partenza di una sconcertante e intensa storia d’amore. La saggezza delle piccole cose è base e passaggio necessario per Max, che per innalzarsi deve compiere alcuni passi decisivi per il suo cammino e li compirà. Ma per comprendere la verità Max aveva bisogno di vivere l’esperienza amorosa – avendo già acquisito libertà e saggezza – e Alida, morta da quarant’anni, era lì ad attenderlo.
L.V.
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