![]() Timur Lenk
Diario
Narrativa
ISBN
978-88-62732-32-1
2010
Pagine
120
€
12,00
Quattro vecchi quaderni, ritrovati per caso in un mercatino, costituiscono il fulcro del libro di Timur Lenk. Chi è Tito? Tito Barozzo è il ragazzo leale, coraggioso e pieno di ideali che a suo tempo era stato il migliore amico di Gian Burrasca nel libro omonimo.
Anche Tito ha scritto un diario e le sue giornate vengono appuntate con spirito critico e minuzia di dettagli. Dal giorno della sua fuga dal collegio, avvenuta il 14 febbraio 1913, si giunge ai momenti che lo vedono coinvolto nella Prima Guerra Mondiale, fino al maggio 1918. Cinque anni densi di avventure, disagi, amore e guerra. Le pagine del diario terminano in modo brusco lasciando apparentemente segnato il destino di Tito, ma tre lettere allegate ai quaderni riprendono il filo delle vicende da lui vissute, un filo che sembrava bruscamente interrotto. E ancora numerose sorprese attendono il lettore….
Un breve estratto
Mi chiamo Tito. Tito Barozzo. E scusate il disturbo. Forse ho disturbato, venendo al mondo.
Ieri sera sono fuggito dal collegio Pierpaoli. Fa tanto freddo e il mio mantellino di collegiale non riesce a coprirmi, meno male che ho trovato un fienile con il chiavistello della porta rotto, così sono riuscito ad entrare e ora almeno sto all’asciutto. Penso al mio amico Giannino. Quando mi ha salutato ci siamo abbracciati forte forte poi... non ce l’ho fatta più a trattenere le lacrime e sono scappato. Giannino, spero che non ti puniscano. Nel mio sacco ho una camicia ed una maglia, e indosso dei pantaloni che ormai mi stanno corti: li portavo il giorno che sono entrato in collegio tre anni fa. Le sole scarpe che ho le porto ai piedi, e a parte il mio mantellino non ho nulla della mia divisa di collegiale: sarebbe troppo ingrato per me continuare ad indossarla, e poi i pantaloni grigi con la banda rossa mi farebbero subito riconoscere. Sarei preso e riportato in collegio, forse in prigione. Non voglio. Ora smetto di scrivere perché devo risparmiare le poche matite che ho portato con me, ma tenere questo quaderno mi aiuterà a sentirmi meno solo. Anche Giannino aveva un giornalino su cui annotava tutti i suoi pensieri e i fatti di ogni giorno, farò anch’io così. Qui l’intervista realizzata il 25 marzo 2010 nella libreria Pergamon di Roma. ![]()
Timur Lenk, è nato nel 1951 alla congiunzione zodiacale del Cancro con il Leone. Scrittore per vocazione ha una fede incrollabile nella libertà, nell’amore e nella saggezza delle piccole cose. La sua vita letteraria è costellata di numerosi riconoscimenti e premi: tra i più importanti:
2000: Premio RAI-GR2 2003: Primo Premio Il Molinello – Primo Premio Giovanni Gronchi 2004: Primo Premio Guido Gozzano – Primo Premio Buccino – Primo Premio Santa Margherita Ligure – Primo Premio Tra le parole e l’infinito – Premio speciale Il Litorale – Premio speciale Firenze capitale d’Europa 2005: Primo Premio Padus Amoenus 2006: Premio Selezione Anguillara Sabazia 2007: Super Premio Domenico Rea 2008: Primo Premio Il Molinello 2009: Terzo Premio Viareggio Carnevale
Libri pubblicati:
Per chi non ricorda la storia di Gian Burrasca
Gian Burrasca (Il giornalino di Gian Burrasca, Giunti Junior) è lo pseudonimo con il quale in famiglia viene chiamato Giannino, il pestifero figlio dei coniugi Stoppani, croce e delizia delle sorelle maggiori, ragazze della buona borghesia in età da marito. La storia è ambientata in Toscana nei primi anni del 1900 in forma di diario perché, come scrive Giannino, è il dono della mamma per il suo compleanno. Sin dalle prime pagine del diario annota tutte le sue marachelle, sempre stupefatto che le proprie azioni, improntate alla sincerità e all'amore per la giustizia, finiscano per procurargli castighi e botte. Giannino non è un discolo senza cervello, ma un ragazzino che esamina con attenzione il comportamento degli adulti e ne trae logiche conseguenze: “I piccini, di fronte ai più grandi, hanno sempre torto, specialmente quando hanno ragione” annota il ragazzo nelle pagine del suo giornalino, concludendo amaramente che: “La sinfonia è sempre questa: i ragazzi devono portar rispetto a tutti, ma nessuno è obbligato a portar rispetto ai ragazzi...”Tante marachelle lo condannano a essere rinchiuso nel collegio Pierpaoli, nelle grinfie della ridicola e terribile coppia costituita dalla direttrice signora Geltrude e da suo marito il signor Stanislao. Ma neppure il famigerato collegio può domare la vivacità di Giannino il quale, ben lontano dall'essere piegato alle regole, diviene piuttosto il capo della società segreta “Uno per tutti, tutti per uno” e conduce con successo, insieme al suo amico Tito Barozzo, la ribellione che culmina con la conquista della famosa pappa col pomodoro al posto della disgustosa minestra ottenuta con la risciacquatura dei piatti. Ma la storia non finisce qui e anche quando tornerà in famiglia, Giannino dovrà subire le angherie dei “grandi”, dei quali offende senza volerlo la finta rispettabilità. |