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In volo da Roma a New York per concretizzare un sogno d’amore nato in chat. La donna immaginata e amata da lontano si materializza, ma il sogno non tarda a trasformarsi in qualcos’altro. Anna è vittima di un implacabile aguzzino che la obbliga a corse estenuanti sotto il sole e a saltare pranzi e cene: l’anoressia. Come arma non usa un coltello, ma il senso di colpa e lo spettro dell’obesità. Il viaggio di Marco diventa un continuo disperato adattamento all’umore altalenante della donna, destinato a concludersi in una maniera tutt’altro che fiabesca.
L’autore affronta il tema del disagio di chi prova a restare accanto a una persona malata che non vuole ammettere di esserlo; frustrazione e senso di impotenza investono il lettore che si immedesima inevitabilmente nell’inferno che sommerge il protagonista. Le reiterazioni cui si costringe Anna, i continui sotterfugi, gli espedienti escogitati per sottrarsi al cibo ci offrono un quadro lucido e angosciante di un’esistenza oppressa da un male troppo spesso misconosciuto. Servendosi di un linguaggio diretto e privo di inutili orpelli, Ronsivalle condisce la tragicità della storia narrata con riflessioni sull’amore, citazioni musicali e letterarie, raccontando una storia che riesce ad arricchire l’ampio e sfaccettato panorama delle relazioni di coppia.
Lara Facondi
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