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Se il precariato è la nuova piaga dei nostri giorni, nessuno ne è immune. Ma cosa accade quando il settore coinvolto è quello dell’informazione? Cosa succede, quando chi dovrebbe denunciare la crisi di un intero sistema è il primo a provare sulla propria pelle l’impotenza della precarietà?
Scritto in modo sferzante e mai banale, il libro della giovane giornalista Chiara Lico, conduce il lettore all’interno di un incubo a occhi aperti. Lo scenario è quello della redazione di un’agenzia giornalistica online, nata, come tante, sull’onda dell’entusiasmante avventura della new economy. Tra direttori senza scrupoli, redattori aguzzini e servili colleghi, i personaggi sembrano appena usciti da un romanzo surreale e grottesco al tempo stesso. Il protagonista, Pieffe, è l’emblema di un intero sistema economico-sociale. Pieno di illusioni e di tanta buona volontà, il povero Perfettino – questo il suo vero nome – subisce una mostruosa metamorfosi: perde contatto con la realtà e il contratto a tempo indeterminato diventa la sua unica ossessione. Passando in rassegna le sinistre figure che popolano quel “fottuto notizificio”, il panorama è ancora più agghiacciante: sono tutte vittime dello stesso carnefice, stretti nella morsa di un altro “contratto a temine da metalmeccanico”.
Ivano Santilli
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