2012: e se fosse vero?

Coloro che credono nella profezia dei Maya che prevede la fine del mondo fra poco più di un anno, alla fine del 2012, hanno buoni motivi per rabbrividire e prepararsi al peggio, cioè all’inevitabile. I segni premonitori di tale esito catastrofico per il nostro mondo sono tanti e sembra che ormai si verifichino in modo sempre più ravvicinato e con sempre maggiore furia. Non c’è tempo di piangere le migliaia di morti delle disastrose alluvioni nel Sud Est asiatico, che terremoti colpiscono la Cina e l’America latina. Ricordiamo l’uragano Katrina che ha devastato New Orleans e la Louisiana e il vulcano dal nome impronunciabile in Groenlandia che ha oscurato il cielo del Nord Europa per settimane bloccando a terra migliaia di voli. Intanto lo scioglimento dei ghiacciai non si ferma e la siccità avanza anno dopo anno desertificando intere regioni dell’Africa e non solo. E adesso il terremoto e lo tsunami che hanno piegato il Giappone, una catastrofe senza precedenti per le sue conseguenze anche future come l’allarme nucleare. Insomma sembra che la nostra vecchia Terra stia manifestando un’evidente stato febbrile che scuote la sua crosta con gli esiti che sappiamo. E i movimenti millenaristici, i catastrofisti, gli adepti delle dottrine apocalittiche e dell’Armageddon trovano pane per i loro denti, in attesa che si compia la profezia Maya.
Per i più razionali e gli scienziati questi scombussolamenti del nostro pianeta ci sono sempre stati e ancora ci saranno, sono assestamenti e sconvolgimenti ciclici. La configurazione dell’attuale Terra è figlia dei vari cataclismi che si sono succeduti durante le centinaia di milioni di anni di vita del nostro pianeta. Questo dicono, e c’è da credergli, se non vogliamo soccombere alle paturnie dell’apocalisse e alle paure ancestrali della fine del mondo. Forse sarebbe più opportuno preoccuparsi dei men made disasters, dei disastri  creati dall’uomo: la deforestazione, l’inquinamento dell’aria, della terra e del mare e le catastrofi ambientali dovute alla sua insensatezza, come l’uscita del greggio nel golfo del Messico, e per non farci mancare nulla il rischio nucleare in Giappone dopo Chernobyl.
Se Armageddon ci sarà, non sarà solo per colpa dei prevedibili sussulti della Natura, ma anche perché l’uomo con la sua innata stoltezza vi avrà contribuito.
In attesa di sapere se i Maya avranno avuto ragione, potete sempre scommettere tra di voi se mangerete il panettone a Natale del 2012, mentre loro si faranno delle grasse risate.

 

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