Un tizio governava un paese africano ormai da più di quattro decenni. Ma, il suo paese destava l’invidia di tutti, perché ricchissimo di risorse naturali.
Circa i modi spicci ch’egli usava per rimarcare in casa la sua supremazia, è mai importato nulla a nessuno. Fu bombardato, è vero, nel passato, ma non perché importasse un fico secco, della libertà limitata in cui eventualmente versasse la sua popolazione. Anzi, quel tizio era col tempo assurto a personaggio di rango, fra i grandi regnanti, al punto che era dalle democrazie occidentali (indistintamente), invitato ed accolto con tutti gli onori nelle sue visite diplomatiche. Ma, un bassotto gallo o forse un gallo bassotto (i frammenti documentali non sono chiari) spinto da meri interessi imperialistici (ché di principi fondanti quali liberté, fraternité, égalité, aveva capito un’acca), già dall’ottobre dell’anno prima, aveva imbastito trame disoneste, per disarcionare il sovrano del paese africano. Egli, riuscì a coinvolgere anche un pivello d’albione che, per non essere da meno, mandò nel paese del tizio, un manipolo di forze speciali per creare il terreno per un’invasione militare: fu però sepolto dal ridicolo essendo tali suoi soldati presi e rinchiusi in prigione, proprio da quei figuri che ordivano in segreto, d’accordo col bassotto. Il bassotto e il pivello, si rivolsero a un tentenna di là dal mare, il quale, si, no, forse, promise il suo aiuto. In un attimo tutta l’onu (salvo dasvidania e sturmtruppen) fu del parere di uccidere il sovrano di cui sopra, che in pochi minuti, era stato ribattezzato come il più terribile dei tiranni. Si organizzò una grande armata dell’aria, composta da centinaia di aerei da guerra per dare la “giusta” punizione. Ma, era soltanto un’armata virtuale, che mai e poi mai avrebbe potuto fare più che il solletico. Serviva una grande portaerei, che nessuno però aveva. Allora si cercò di coinvolgere un bassotto ghe pensi mi, che però non ne voleva sapere di tradire un amico. Sennonché, lo stivale aveva un punto debole. Infatti, il padrone, proprio della portaerei che faceva allo scopo, era uno che da comunista ebbe il suo imprinting ammirando quella conquista militare del cinquantasei. Ecco che questo vecchio nostalgico, fece campagna pro guerra sì convincente, da indurre anche il bassotto dello stivale ad essere della partita. Pertanto, il gallo bassotto si prese tutti i meriti dell’operazione imperialista, cercando di dare ossigeno alla sua ormai asfittica fortuna politica. Ma, né lui né il suo compare pivello, avrebbero cavato un ragno dal buco, se non avessero avuto un altro insperato aiuto dal buffo stivale.
Fine prima parte