La sindrome di San Valentino prima parte

Valentina era proprio cotta e il fatidico 14 febbraio, terribilmente vicino.Tutte le sue amiche si accingevano a organizzare una giornata indimenticabile mentre lei se ne stava lì tutta sola e triste a cercare ancora un modo per farsi notare, sperando di strappare al suo Alessio uno sguardo un gesto, una parola. Il nome Valentina poi, quasi come una beffa sottolineava ancora di più il suo stato di single! E a quindici anni ogni piccolo dettaglio può diventare una vera tragedia come una vera tragedia può apparire come un piccolo dettaglio.
A Valentina restava un solo giorno per inventarsi qualcosa.
Cominciò così a passare in rassegna tutte le possibili soluzioni: dalla banale cartolina sia pur telematica, sonora o in 3D, al più ricercato degli SMS o a un video su Youtube.
Accese meccanicamente il computer sperando che in qualche modo quella scatola le suggerisse qualcosa. Il problema per lei era duplice: non solo doveva trovare un modo carino per dichiararsi, ma doveva farlo lei per prima.
“Di solito sono i maschietti a prendere l’iniziativa” pensò amareggiata. Ma cacciò in fretta questa riflessione considerandola, appunto, solo un dettaglio. “Ai tempi che corrono, cosa importa chi si dichiara per primo...” cercò di auto convincersi.
Doveva trovare una buona scusa per un appuntamento, ma sì, l’interrogazione in matematica, Lui era bravissimo in quella materia! Lui era un mezzo genio, Lui era... Un secchione? No! ma cosa stava pensando, era il primo della classe, il cocco di tutti i professori!
Ecco, lo avrebbe invitato a casa con il pretesto di studiare insieme. Poi, sul più bello gli avrebbe lanciato uno sguardo sbattendo le ciglia come Minnie e...
No, non poteva funzionare: Lui era il tipo da parlare sul serio di matematica.
E se l’avesse conquistato con un regalo? Due biglietti per il concerto di Vasco potevano essere una buona idea. Già, ma avrebbe capito che il secondo era per lei? E se per caso, zitto zitto, Lui avesse già avuto una Valentina tutta sua con la quale festeggiare?
Ecco questa sarebbe stata una tragedia da non prendere neanche in considerazione.
In fondo, pensandoci bene qualche occhiatina un po’ furtiva Lui gliela aveva lanciata durante la partita scolastica di palla a volo, (maschi contro femmine, 10 a 5 per le femmine) e le sue gambe slanciate erano state più di una volta al centro dell’attenzione. Forse anche per questo i maschi avevano perso la partita! Troppi calzoncini corti.
In teoria era comunque ipotizzabile che Alessio avesse una ragazza. Oltre a essere intelligente, studioso, sportivo, era anche belloccio: ciuffo di capelli al vento, muscoli niente male, sorriso smagliante, motorino rosso. Insomma fichissimo.
Troppo, per meritarselo lei, era inutile farci un pensierino. Anche se tutto sommato non si sentiva affatto una cozza da buttare via.
Ma sì forse era meglio accettare le avance di Gustavo. Lui di sicuro un Valentino glielo avrebbe garantito. Certo, il confronto proprio non reggeva: anche il nome... squallidino! Vuoi mettere con Alessio. E poi quel bacio di cioccolata che le regalava ogni giorno... monoootono! E quei passaggi sul motorino mezzo scassato... che tristezza!
Certo, il giorno dopo avrebbe saputo cosa raccontare alle amiche. Di sicuro una cenetta romantica, un bouquet di fiori, un’intera scatola di baci... insomma un perfetto San Valentino da copione.
Ma chi diavolo aveva inventato questa festa? Ci si vuole bene solo un giorno all’anno? E gli altri trecentosessantaquattro? Valentina stava andando in tilt.
“Ma sì, me ne sto buona buona a casa. Magari chiamo Chiara, tanto è più sfigata di me, ci affittiamo un filmetto, compriamo Cocacola e popcorn, e giù a parlare male dei maschi! Sarà una vera goduria” cominciò a pensare a voce alta.
“E il giorno dopo, cosa racconto alle amiche? Chi se ne frega, la fantasia non mi manca”.
Ma di colpo un altro piccolo dettaglio oscurò la sua mente: e se persino Chiara avesse avuto uno straccio di Valentino? Sarebbe stata una tragedia.
Anche questa terza soluzione non faceva per lei. Era meglio non approfondire ulteriormente e rimanere nel dubbio sui potenziali di Chiara.
“Mi si stanno incasinando i neuroni” aggiunse, questa volta parlando con il computer, “peggio, sto entrando in fissa. Vediamo chi era costui” concluse digitando su Google il famigerato nome del santo in questione.
Forse non tutti sanno che San Valentino, prima di diventare tale, sia stato un vescovo martirizzato dall’imperatore Claudio II in quanto aveva osato unire in matrimonio un pagano e una cristiana. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino viene lapidato e poi decapitato. La storia sostiene che mentre era in prigione in attesa dell’esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del carceriere e che con la sua fede l’avesse guarita. Prima di morire, sembra che le lasciò un messaggio d’addio firmato: dal vostro Valentino. Una parola che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore.
Circa due secoli dopo, nel 496 d.C. Papa Gelasio annulla una precedente festa pagana per sostituirla con quella in onore del Santo che ancor oggi festeggiamo.
«Sfigato peggio di me» fu il commento sarcastico e alquanto irriverente di Valentina.
Nel frattempo, in seguito alla ricerca effettuata, miriadi di banner pubblicitari iniziarono a infestare lo schermo: cene a lume di candela, weekend indimenticabili, feste, regali dolci e cotillons, e ogni immagine era contornata di cuori, baci e coppie felici in tenere effusioni amorose.
Non c’era nulla da fare, questo anniversario stava diventando una vera ossessione. (Continua)

 

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