Meno male che il paradiso c’è. L’abbiamo scoperto ieri sera durante quella che doveva essere una tranquilla serata all’insegna della musica.Una trasmissione sigillata con il bollino «per tutta la famiglia» nella quale molti bambini si saranno chiesti perché in televisione si possono dire le parolacce mentre a loro non sono concesse. Ma credo che anche noi adulti abbiamo qualche piccolo appunto da fare. Infatti, nel pieno rispetto per alcuni noti personaggi del mondo dello spettacolo, ci siamo chiesti (credo in molti) se per caso avessimo sbagliato canale: pensavamo infatti di trovarci di fronte alla 62esima edizione del famoso Festival di Sanremo. Famoso per la sua classe, le belle canzoni, gli autori nuovi, il buon gusto e la professionalità degli addetti ai lavori.
Considerando poi che di Sanremo se ne parla già da qualche mese, le previsioni erano diverse.
Un festival è un festival e ci si aspetta giustamente di assistere a una serie di canzoni più o meno nuove, belle, interpretate bene. Ci si aspetta di trovare un «contenitore» omogeneo intramezzato a tratti da qualche piccolo divertissement. Non ci si aspetta di certo che qualcuno venga a sottolineare per quasi un’ora «fratello ricorda che devi morire…».
Non perché sia errato il concetto, tutt’altro, ma perché in quel preciso istante «il paradiso può attendere…» e il pubblico vuole solo spaparanzarsi (perdonate la parola poco professionale) sul divano, ascoltare della buona musica, e al massimo sorridere sulle battute di qualche bravo comico. Tutto qui.
Personalmente e credo in molti – viste le prime opinioni apparse sui giornali – non sono predisposta ad ascoltare prediche, disquisizioni sociali, consigli per gli acquisti sulle varie testate giornalistiche e tanto meno considerazioni politiche, di qualsiasi colore siano.
Sarei voluta andare a letto canticchiando già il motivetto più orecchiabile, ma non ci sono riuscita. Forse perché le canzoni erano un po’ fiacche, i cantanti un po’ troppo mescolati o forse perché stavo pensando a quanto è costato questo spettacolo alle nostre povere tasche. Nottataccia!