A scorrere la classifica dei 10 libri più venduti nel 2010 in Italia, non sfuggono alcuni elementi interessanti. Non sono più i bestseller anglosassoni a dominare la classifica, ma libri di autori nostrani.
Questa tendenza si sta verificando anche nel cinema, alcuni film italiani hanno sconfitto Hollywood e i suoi blockbuster in 3D, compreso lo stesso Avatar. Solo Ken Follet con la Caduta dei giganti resiste all’offensiva degli italiani del calibro di Eco, Camilleri, Carofiglio e Faletti, ma anche di Volo, Pennacchi e della Avallone. Bene, questa sarebbe la prima considerazione ed è positiva, ci stiamo finalmente svezzando dall’esagerata influenza americana che per decenni ha impedito la pubblicazione di autori che avevano il torto di chiamarsi Mario Rossi invece di John Doe. Ne sanno qualcosa soprattutto gli scrittori di narrativa di genere, i più penalizzati. Il secondo elemento che emerge è la totale assenza di saggistica tra i primi venti titoli più venduti. Il primo è Augias, con i Segreti del Vaticano, al 22mo posto e poi Vespa con l’ennesima puntata della sua saga berlusconiana. Per giungere al primo saggio non di largo consumo bisogna arrivare alla 56ma posizione con La vita autentica di Mancuso. Questo a significare che l’approfondimento non piace agli italiani (a quei pochi che leggono). E questo non va bene. Ma la riflessione più singolare da fare riguarda il fenomeno dei libri di cucina, i più venduti, con il rischio di far salire il colesterolo alle casalinghe. Qui ci si deve chiedere il motivo per cui le ricette della Parodi, con ben due libri tra i primi dieci, e della Clerici, hanno fatto incetta di lettori e ingrassare i loro editori. I libri di cucina, come quelli sugli animali domestici, sono da sempre un buon investimento per le case editrici, ma in questo caso le due fortunate signore che hanno confezionato questi piatti prelibati, anche dal punto di vista editoriale, sono due personaggi molto noti della Tv. Rappresentano l’altra faccia della donna “televisiva”, quella simpatica e rassicurante che piace alle mamme e alle casalinghe in generale, in opposizione a quella pecoreccia dei reality e dei varietà scocciati. Certo è che nome e foto delle autrici in copertina hanno fatto da traino al boom editoriale ben più dell’originalità delle stesse ricette culinarie che, se le avesse scritte mia madre, che era un’ottima cuoca, non le avrebbe pubblicate nessuno. Questo a conferma che la nostra vita oramai è talmente condizionata dalla televisione che non riusciamo a resistere quando i suoi protagonisti si presentano a noi con un loro prodotto in mano. La Tv, come una Grande Madre, ci propina gusti e modi di vivere preconfezionati, inquinando la nostra mente con miti fasulli e illusori di cui i più deboli si appropriano come se fosse una panacea per avere subito successo. Effetto mediatico lo chiamano. Così come i libri di cucina in questione. Pazienza se poi sono solo fumo e poco arrosto. Tremonti ha detto che con la cultura non si mangia. Certi libri invece te ne danno l’illusione. Cotti e mangiati.