Spread, rating e default
Inserito da patrizia.remiddi Dom, 20/11/2011 - 18:34
La signora Pina si era alzata di primo mattino, aveva accompagnato i figli a scuola e fatto la fila agli sportelli dell’Ufficio Postale per pagare due bollette. Si era poi soffermata con aria trasognata davanti a qualche vetrina ed era entrata in un piccolo supermercato – anzi discount per essere precisi – e davanti a quella merce a prezzi competitivi si era sentita un po’ triste e molto povera. Con quei pochi euro che le lasciava il marito riusciva a comprare sempre meno cose. La signora Pina non lo sapeva, ma era una delle tante vittime del deficit pubblico, dell’inflazione, della pressione fiscale. Lei non conosceva esattamente il significato di rating, spread, default, ma percepiva solo che erano parole dal significato oscuro. Per lei i mercati erano quelli con le bancarelle di frutta e verdura e la Borsa quella della spesa che aveva ripristinato in sostituzione delle inquinanti bustine di plastica. L’ultima tappa della mattinata era stata la banca dove la signora aveva parlato con il direttore per ragguagli sul mutuo del suo piccolo appartamento. Lui le aveva parlato di tassi fissi e variabili, proposto bond, e altre diavolerie. Lei non solo non capiva bene cosa lui le stesse proponendo, ma stentava a fargli capire che non riusciva più ad arrivare alla fine del mese con il solo stipendio del marito, due figli e il vecchio padre a carico. Per aiutare la signora Pina mi permetto di tradurre a modo mio alcuni di questi termini.
Deficit pubblico – Anche le tasche dello Stato sono vuote.
Inflazione – Cara signora Pina si consoli: siamo in molti a servirsi nei discount.
Pressione fiscale – La misura in cui il fisco mette le mani nelle tasche dei contribuenti.
Rating – Non le riguarda, per sua fortuna non ha investito nulla.
Spread – Attualmente i tedeschi sono più bravi di noi.
Default – Stiamo arrivando alla frutta.
Mercato – Corrisponde a quello delle bancarelle, ma molto più complicato.
Borsa – Pericolosissima: scende, sale, scende, sale.
Tassi fissi e variabili – Perché non rimanere in affitto?
Bond – Di questi tempi meglio mettere i soldi (quei pochi che restano) sotto il materasso e sperare che non vengano i ladri.
Deficit pubblico – Anche le tasche dello Stato sono vuote.
Inflazione – Cara signora Pina si consoli: siamo in molti a servirsi nei discount.
Pressione fiscale – La misura in cui il fisco mette le mani nelle tasche dei contribuenti.
Rating – Non le riguarda, per sua fortuna non ha investito nulla.
Spread – Attualmente i tedeschi sono più bravi di noi.
Default – Stiamo arrivando alla frutta.
Mercato – Corrisponde a quello delle bancarelle, ma molto più complicato.
Borsa – Pericolosissima: scende, sale, scende, sale.
Tassi fissi e variabili – Perché non rimanere in affitto?
Bond – Di questi tempi meglio mettere i soldi (quei pochi che restano) sotto il materasso e sperare che non vengano i ladri.
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