Imperante qualunquismo

L’impronta comportamentale, che più d’appresso segue l’uomo nostrano d’oggi, in tutte le sue manifestazioni, è il qualunquismo più sfrenato, che si pone al di fuori di un appena razionale e sapiente autocontrollo.
Intendesi questo termine nella sua più completa accezione di poco intelligente disimpegno, che sottostà al: faccio mio ciò che va per la maggiore, seguo la corrente comune, lo fanno in tanti, quindi lo posso fare anch’io. Questa modalità nel condurre la propria vita, che vediamo manifestarsi nel modo di vestire (che trova individui dello stesso settore, essere quasi fatti con lo stampino), nel modo di spendere il danaro (che vede individui d’una certa cerchia, andare tutti alla stessa pizzeria e palestra quasi in una corale esaltazione), nel darsi aria da intellettuale (che li vede recarsi alla libreria più visibile, nelle ore di maggior flusso, possibilmente col PC a tracolla), ancora proprio in questo ambito, nell’acquistare un libro di sublime banalità, solo perché tutti ne parlano, financo (e questo rappresenta davvero quel massimo cui non ci saremmo mai aspettati d’assistere) nello spendere la liquidazione, dopo quaranta anni di lavoro, nell’acquisto di una nuova autovettura, quasi che non sia stato bastevole l’aver già dato alle case automobilistiche, anni ed anni di sudato salario. Bene, se questo è, e certamente lo è, lo spaccato di una gran parte del nostro mondo disimpegnato, certo ci pare di poter affermare che esso, appena necessario ad una economia abituata a sopravvivere, nulla produce, in prospettiva futura, per il Paese. Chi è abituato a copiare comportamenti altrui, si accorgerà ben presto, a sue spese, che copiare i Giapponesi (pardon, i Cinesi) non è producente ai fini di raggiungere un proprio arduo, ma appagante obiettivo. Figurarsi l’obiettivo comune. Se vorrà che la società sua, e dei suoi figli, viva di nuova linfa, ha una sola strada da seguire: dovrà essere d’aiuto ad essa con sue proprie originali esplosive proposizioni, che mettano a punto metodiche avanzate e tecniche rivoluzionarie, atte a squarciare il futuro per costruirvi sopra un possibilmente comodo cammino.
In alternativa, il mondo, così come sopra rappresentato, ci pare sia destinato a morire, prima che quel futuro arrivi.
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Sabato 4 Febbraio 2012, 17:30
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