Ordine e Caos

Patrizia Remiddi

Era da molto tempo che il signor Ordine cercava con tutti i mezzi di convincere il signor Caos che il suo modo di essere e di pensare non solo era sbagliato, ma procurava incontrollati quanto sgradevoli sconvolgimenti alle sue azioni. Un po’ con le buone maniere, un po’ con toni intimidatori si prodigava nel magnificare quanto fossero più efficienti regole, metodi, criteri e procedimenti pensati, strutturati e messi in atto secondo un piano prestabilito.
Per tutta risposta, l’altro lo ascoltava con interesse, ma per contro elogiava a dismisura quanto fosse piacevole e creativo agire proprio nel modo contrario: inventando minuto dopo minuto, cambiando e ricambiando il percorso avviato, senza essere soggetti a condizionamenti e fattori come il tempo, lo spazio e la razionalità del pensiero logico.
E quando si è di mentalità totalmente opposte, due sono le soluzioni possibili per andare avanti: o ci si fa la guerra, o si arriva a un compromesso ragionevole per entrambi. Fu così che un po’ riflettendo, un po’ discutendo e un po’ litigando il signor Ordine e il signor Caos cominciarono a frequentarsi sempre più assiduamente e il loro rapporto si trasformò da competitivo in cooperativo. Alle aspre insinuazioni e critiche sterili dei primi tempi si andarono a sostituire considerazioni più obbiettive e costruttive, basate non sul pregiudizio, ma sulle proprie conoscenze personali determinate dalle esperienze dirette.
Dico di più, conoscendosi sempre meglio diventarono amici e iniziarono a mettere in atto una strategia a prima vista un po’ strampalata come le idee del signor Caos, ma allo stesso tempo logica come quelle del signor Ordine, arrivando a una conclusione non solo accettabile per entrambi, ma che potenziò in qualche modo i loro punti di vista. Scoprirono infatti di essere complementari e di non poter fare a meno l’uno dell’altro. Scoprirono con sorpresa, ripercorrendo con la memoria i sentieri del tempo, che l’alternarsi ciclico delle loro azioni e dei loro continui diverbi aveva generato una sorta di equilibrio. Un equilibrio determinato proprio dall’instabilità e dal susseguirsi dei loro eccessi. Presero atto in tal modo che la loro contrapposizione non solo era stata essenziale, ma aveva generato l’unità in un disegno evolutivo in costante crescita.
Tutto ciò ci fa ben sperare. In questo particolare momento storico il signor Caos impone le sue norme alla grande, quindi, il signor Ordine dovrebbe entrare in gioco quanto prima…